domenica 18 marzo 2012

Letto montessoriano

Ne ho letto per la prima volta su Bebè a costo zero di Giorgia Cozza e l'idea mi è tanto piaciuta, poi ho letto questo interessantissimo articolo su GenitoriChannel.it e alla fine lo abbiamo fatto!

Complice il fatto che la cameretta piccola e che il lettino tradizionale, quello con le sbarre, ci sarebbe anche stato, ma con grande sacrificio di spazio....complice il fatto che a me quelle sbarre lì non sono mai piaciute....ci siamo lasciati ispirare dal letto montessoriano.

Che in sostanza non è altro che un letto da dove si possa salire e scendere liberamente. Un letto basso, per evitare il rischio di cadute, da dove il bimbo, compatibilmente con la sua età e le sue capacità motorie, possa salire e scendere.
Questo consente al bambino di vivere il suo letto e il suo spazio in modo libero e spontaneo, utilizzandolo sia per giocare che per trovare spontaneamente momenti di riposo durante il giorno, aiutandolo quindi a gestire se stesso e le proprie sensazioni legate al sonno, al desiderio di momenti di solitudine, o di ricerca dell'adulto. Questo non significa che il bambino possa andare a letto quando vuole, ma che lo spazio solitamente riservato solo alla nanna, diventa uno spazio a disposizione del bambino, che lo vive e lo gestisce e che, quando viene l'ora, lo accoglie per una nanna che sembra meno imposta...

Per Riccardo abbiamo preso questo letto Ikea, che è stato girato nella posizione della foto qualche mese prima della nascita della sorellina. 
Invece del lettino con le sbarre, quindi, abbiamo preso una rete e un materasso, messo il paracolpi su un lato e una spondina sull'altro e preparato il letto di Susanna.
A dire il vero il letto, così preparato, è rimasto lì qualche mese ad aspattare che fosse il suo momento. Da un po' Susanna dorme nel suo letto, un letto vero, un letto grande, un letto comodo per lei e per me. 
La sera si addormenta al seno di mamma. Io mi sdraio nel letto accanto a lei finché si addormenta. Con questo letto, tra l'altro, non c'è il risveglio classico dei bimbi posati nel lettino, che sentono il freddo e il vuoto sotto di loro, che li sveglia. Lei è comoda, al calduccio e non deve essere spostata, ma sono io che quando si addormenta mi sfilo e la lascio dormire.

Anche durante la notte, a seconda del tipo e dell'orario del risveglio, la allatto nel suo letto e torno nel mio. Dormiamo tutti e dormiamo bene. Le notti in cui i risvegli sono più frequenti la tengo con me, ma devo dire che da quando abbiamo trovato questa soluzione, i risvegli sono diminuiti, segnale che anche lei dorme bene, che le piace e si trova a suo agio.

Capita che la notte (o la mattina presto) dopo che si è svegliata gattoni fino all'estremità del letto, ieri l'ho trovata seduta sul cuscino messo sul pavimento per attutire eventuali cadute. Questo mi dà l'idea che devo andare da lei tempestivamente, ma che non ci sono pericoli per lei, che le idee di Maria Montessori erano proprio geniali!
Ecco una foto del letto di Riccardo e Susanna:

Quindi se siete in procinto di comprare il lettino, prendete in considerazione l'idea di un letto montessoriano e di un approccio diverso alle esigenze dei vostri figli.


sabato 17 marzo 2012

Home/hand made

In periodo di crisi, si sa, ci si ingegna...le mamme, e le donne in generale, si ingegnano in modo creativo e speciale, anche perché pare che siano le prime a risentire della crisi e spesso vengono messe in difficoltà dai ritmi e dalle esigenze delle aziende, che non sempre sono conciliabili con la famiglia.
E allora tante tante mamme sfruttano le potenzialità del web per esprimere la propria creatività, per arrotondare e per trovare anche una soddisfazione personale. Mamme, ma non solo.

Ho sempre pensato, ed oggi ancora di più, che si debba apprezzare l'home/hand made e mi piace, quando posso, privilegiare nell'acquisto i piccoli artigiani, o meglio, le piccole artigiane. 
Conosco tante donne che, per un motivo o per un altro, si sono reinventate artigiane e si sono imbarcate in questa avventura. Mi piace comprare da loro, anche se so che spendo di più rispetto alla grande distribuzione, ma so anche che i prodotti che compro valgono di più, molto di più.
Un prodotto fatto a mano è un pezzo unico, confezionato con amore e passione, che porta con sè una storia...

Quindi vorrei dedicare dello spazio a quelle donne che ammiro per il coraggio di mettersi in discussione, di lanciarsi in avventure nuove o solo di trovare una via nuova per se stesse (economica, creativa, di soddisfazione personale ...)

Comincio con la mia amica virtuale Barbara di Tretopini.it.

Lei lavora (incessantemente) cucendo da sè pannolini lavabili, assorbenti lavabili, fasce portabebè e altri bellissimi prodotti. Utilizza una filiera corta, si sceglie le stoffe personalmente e lavora prevalentemente su ordinazione. Questo le consente di non sprecare nulla, di offrire prodotti di alta qualità, tutti Made in Italy, sia per il confezionamento, che per le materie prime. 

Io da lei ho preso dei salvaslip lavabili, bellissimi e comodissimi! Nulla a che vedere con la scomodità degli usa e getta, sono morbidissimi! Mi ci sono trovata molto bene e li consiglio, sia per chi ha problemi di irritazioni e quindi non può usare gli usa e getta, ma anche per tutte le altre, perché davvero sono comodi per un uso quotidiano. Tra l'altro ne bastano pochi, io ne ho sei e lavandoli a mano la sera riesco ad averne sempre di puliti.

Da lei ho preso anche la fascia portabebè in cotone naturale rigido, lunga 5 metri (realizzata in tessuto fermo NON elastico e NON tessuto in diagonale). Fascia che ho usato e uso tanto e che piace molto alla mia bimba!

Quindi il mio consiglio è questo: se dovete fare un acquisto, pensate che potete trovare l'oggetto che vi serve/desiderate fatto a mano e con amore. Se è un pannolino lavabile, una fascia portabebè o simili, pensate a Tretopini.it  

Presto vi segnalerò altri siti dove acquistare prodotti fatti a mano, di altissima qualità.

“Rompiscatole” III. Quant’è sostenibile il tonno in scatola?

 
Oggi vorrei condividere la campagna di GreenPeace per la salvaguardia degli oceani e la pesca responsabile dei tonni. La campagna di Green Peace è volta ad individuare i metodi di pesca e le pratiche che vengono messe in atto dalle aziende e a fare pressione sulle stesse aziende perché la pratiche siano sempre più sostenibili.

Sai che tonno mangi? Scoprilo con la terza edizione della classifica “Rompiscatole” di Greenpeace sulla sostenibilità delle scatolette di tonno.
A due anni dalla prima, i punteggi migliorano anche se non c'è ancora nessuna azienda che riesce a raggiungere la fascia verde. 
Asdomar rimane al primo posto seguito da Mareblu. Resta dietro Rio Mare perché non prende gli stessi impegni. Agli ultimi posti Nostromo, MareAperto STAR e Maruzzella. 
 
Il tonno in scatola è la conserva ittica più comune nelle case degli italiani ma pochi sanno che una pesca al tonno eccessiva, indiscriminata e troppo spesso illegale minaccia la specie e l'intero ecosistema marino.
Per questo GreenPeace ha lanciato un'indagine sulla sostenibilità delle scatolette di tonno vendute nel nostro Paese, esaminando ben 14 aziende che coprono più dell'80% del mercato nazionale.

Le informazioni sono state raccolte attraverso:
- un rilevamento effettuato dai volontari italiani nei principali supermercati;
- un questionario a punti preparato da Greenpeace e inviato alle aziende;
- consultando le informazioni disponibili sui siti internet delle compagnie.
I volontari di Greenpeace hanno visitato 173 punti vendita, in 70 diverse città su tutto il territorio nazionale, raccogliendo le informazioni presenti su più di 2.000 scatolette.
E' stato inviato alle aziende il questionario per l’aggiornamento della classifica. Ricevute le risposte, Greenpeace le ha analizzate e ha rinviato alle aziende una richiesta di chiarimenti. Nei mesi successivi Greenpeace ha tenuto una corrispondenza con le aziende e registrato eventuali cambiamenti e passi avanti.
Il questionario di Greenpeace è stato preparato in modo da valutare l’impegno delle aziende verso la sostenibilità in base a precisi criteri. Le sezioni del questionario riguardano:
- “La tracciabilità”: informazioni riguardo ai propri prodotti (come per esempio l’area dove il tonno è stato pescato, l’attrezzo di pesca utilizzato, il nome del peschereccio, il porto di sbarco, etc.) e garantisce che la materia prima non provenga dalla pesca illegale;
- “La presenza di una politica scritta per l’approvvigionamento sostenibile (SSPP)”: politica d’acquisto con precisi criteri di sostenibilità ambientale e sociale, che garantiscano ai consumatori l’acquisto di tonno catturato senza causare danni all’ecosistema marino e ai Paesi costieri (si è, inoltre, considerato se tale politica è disponibile al pubblico, e se vi sono precisi processi decisionali per l’acquisto);
- “Criteri di sostenibilità ambientale per escludere il “peggio”: precise scelte per evitare che il tonno provenga da stock sovrasfruttati o che sia stato pescato usando metodi di pesca non selettivi, che causano un alto numero di catture accessorie e impatti negativi su popolazioni di animali marini (metodo di pesca e stock). Si è ,inoltre, valutato l’impegno contro la pesca illegale, eliminando pratiche che favoriscono la pesca pirata;
- “Criteri di sostenibilità sociale nella commercializzazione del tonno”. L’azienda utilizza in parte della propria produzione tonno pescato da flotte locali, o da flotte straniere che operano in maniera responsabile, o in parte lavorato nei paesi costieri delle aree di pesca;
- “La promozione di una pesca al tonno sostenibile e equa”. scelta dei fornitori e processi politici per migliorare la gestione della pesca e promuovere la creazione di riserve marine;
- “L’etichettatura”: precise informazioni sull’origine del prodotto (quali nome della specie, provenienza, metodo di pesca, etc.);
- “Il monitoraggio della propria politica”: procedure interne per assicurarsi che la sua politica sia pienamente implementata e sensibilizza i consumatori sul problema della sostenibilità della pesca.
Qui i risultati e la classifica.
Qui i segreti del tonno
Qui il rapporto "a scatola chiusa"
Qui il rapporto "tonno in trappola"
 

Eco-blogger a Fa' la cosa giusta



Dal 30 marzo al 1° aprile 2012 presso la Fiera MIlanoCity si terrà la 9a edizione di Fa' la cosa giusta, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.


il 1°aprile alle ore 12:00 si riunisce per la prima volta il mondo delle eco‐blogger si riunisce per la prima volta al Camp Pink is the New Green, organizzato da Organ(y)c®, la prima linea per l’igiene intima femminile 100% in cotone biologico, completamente biodegradabile.

Le eco-­blogger cavalcano la rete informando, sensibilizzando e orientando il mondo verso pratiche e consumi green, verso stili di vita consapevoli e attenti all’ambiente.
Sono donne che credono in un nuovo modo di vivere, basato sul rispetto per l’ambiente e su stili di
vita consapevoli.
Attraverso i loro blog con parole, immagini e iniziative condividono le loro esperienze.
Aggregano centinaia  di persone e influenzano il web 2.0, apportando consigli e suggerimenti pratici, donano magiche riflessioni sulla necessità di un ritorno a una vita con la natura.
Hanno già dato la loro adesione:
Babygreen - guida online per mamme (quasi) green,
Ecomestruazioni - il primo blog italiano dedicato alle eco-­‐mestruazioni,
Ilcambiamento/Noialtre - storie, vite, pensieri di donne non addomesticabili,
Equoecovegan - per imparare a  costruire una compostiera autosufficiente,
Madreterra's weblog - per vivere in equilibrio con il pianeta,
Nevanevae - gustosissime ricette vegan,
Vita a impatto 1 - alternative e suggerimenti per vivere nel rispetto di sé, degli altri e del pianeta che abitiamo,
Letizia Palmisano, la sostenibilità non è solamente nel saper fare ma anche nel far sapere,
Mestieredimamma, educazione, infanzia, maternità sostenibile.

L’evento nasce sulla scia del blog di Organ(y)c®,  Pink is the New Green, la sostenibilità al femminile, nato per condividere i valori del brand e dialogare con le proprie consumatrici su igiene intima al naturale, nuove tendenze del green, moda sostenibile, benessere naturale: dalla consapevolezza dei consumi alla scelta di uno stile di vita sano e naturale, sino al rispetto dell’ambiente e del proprio benessere.
Il tutto  condito da stile ed estetica.
Che rapporto c’è tra donna e ambiente?
Come comunicare pensieri e pratiche green?
Durante il Camp Pink is the New Green le eco-blogger racconteranno il loro punto di vista, le proprie esperienze e aspettative sul mondo della sostenibilità al femminile e sulla greenitudine, i vari modi e
“livelli” di essere green.

Ecomamma.net per motivi "familiari" e organizzativi non ha aderito, ma l'idea è quella di fare una capatina in piazza WIFI, il 1° aprile alle 12.00 alla fiera Fa' la cosa giusta!, per conoscere le mie colleghe eco-blogger e sostenerle dal vivo.
Se vi capita, andateci, sicuramente sarà molto interessante!