Oggi vorrei condividere la campagna di GreenPeace per la salvaguardia degli oceani e la pesca responsabile dei tonni. La campagna di Green Peace è volta ad individuare i metodi di pesca e le pratiche che vengono messe in atto dalle aziende e a fare pressione sulle stesse aziende perché la pratiche siano sempre più sostenibili.
Sai che tonno mangi? Scoprilo con la terza edizione della classifica “Rompiscatole” di Greenpeace sulla sostenibilità delle scatolette di tonno.
A due
anni dalla prima, i punteggi migliorano anche se non c'è ancora nessuna
azienda che riesce a raggiungere la fascia verde.
Asdomar rimane al
primo posto seguito da Mareblu. Resta dietro Rio Mare perché non prende
gli stessi impegni. Agli ultimi posti Nostromo, MareAperto STAR e
Maruzzella.
Il tonno in scatola è la conserva ittica più comune nelle case degli italiani ma pochi sanno
che una pesca al tonno eccessiva, indiscriminata e troppo spesso illegale minaccia la specie e
l'intero ecosistema marino.
Per questo GreenPeace ha lanciato un'indagine sulla sostenibilità delle scatolette di tonno vendute nel nostro Paese, esaminando ben 14 aziende che coprono più dell'80% del mercato nazionale.

Le informazioni sono state raccolte attraverso:
- un rilevamento effettuato dai volontari italiani nei principali supermercati;
- un questionario a punti preparato da Greenpeace e inviato alle aziende;
- consultando le informazioni disponibili sui siti internet delle compagnie.
I volontari di Greenpeace hanno visitato 173 punti vendita, in 70 diverse città su tutto il territorio nazionale, raccogliendo le informazioni presenti su più di 2.000 scatolette.
Qui i risultati e la classifica.
Qui i segreti del tonno
Qui il rapporto "a scatola chiusa"
Qui il rapporto "tonno in trappola"
Per questo GreenPeace ha lanciato un'indagine sulla sostenibilità delle scatolette di tonno vendute nel nostro Paese, esaminando ben 14 aziende che coprono più dell'80% del mercato nazionale.

Le informazioni sono state raccolte attraverso:
- un rilevamento effettuato dai volontari italiani nei principali supermercati;
- un questionario a punti preparato da Greenpeace e inviato alle aziende;
- consultando le informazioni disponibili sui siti internet delle compagnie.
I volontari di Greenpeace hanno visitato 173 punti vendita, in 70 diverse città su tutto il territorio nazionale, raccogliendo le informazioni presenti su più di 2.000 scatolette.
E' stato inviato alle aziende il questionario per l’aggiornamento della classifica. Ricevute le risposte, Greenpeace le ha analizzate e ha rinviato alle aziende una richiesta di chiarimenti. Nei mesi successivi Greenpeace ha tenuto una corrispondenza con le aziende e registrato eventuali cambiamenti e passi avanti.
Il questionario di Greenpeace è stato preparato in modo da valutare l’impegno delle aziende verso la sostenibilità in base a precisi criteri. Le sezioni del questionario riguardano:
- “La tracciabilità”: informazioni riguardo ai propri prodotti (come per esempio l’area dove il tonno è stato pescato, l’attrezzo di pesca utilizzato, il nome del peschereccio, il porto di sbarco, etc.) e garantisce che la materia prima non provenga dalla pesca illegale;
- “La presenza di una politica scritta per l’approvvigionamento sostenibile (SSPP)”: politica d’acquisto con precisi criteri di sostenibilità ambientale e sociale, che garantiscano ai consumatori l’acquisto di tonno catturato senza causare danni all’ecosistema marino e ai Paesi costieri (si è, inoltre, considerato se tale politica è disponibile al pubblico, e se vi sono precisi processi decisionali per l’acquisto);
- “Criteri di sostenibilità ambientale per escludere il “peggio”: precise scelte per evitare che il tonno provenga da stock sovrasfruttati o che sia stato pescato usando metodi di pesca non selettivi, che causano un alto numero di catture accessorie e impatti negativi su popolazioni di animali marini (metodo di pesca e stock). Si è ,inoltre, valutato l’impegno contro la pesca illegale, eliminando pratiche che favoriscono la pesca pirata;
- “Criteri di sostenibilità sociale nella commercializzazione del tonno”. L’azienda utilizza in parte della propria produzione tonno pescato da flotte locali, o da flotte straniere che operano in maniera responsabile, o in parte lavorato nei paesi costieri delle aree di pesca;
- “La promozione di una pesca al tonno sostenibile e equa”. scelta dei fornitori e processi politici per migliorare la gestione della pesca e promuovere la creazione di riserve marine;
- “L’etichettatura”: precise informazioni sull’origine del prodotto (quali nome della specie, provenienza, metodo di pesca, etc.);
- “Il monitoraggio della propria politica”: procedure interne per assicurarsi che la sua politica sia pienamente implementata e sensibilizza i consumatori sul problema della sostenibilità della pesca.
Il questionario di Greenpeace è stato preparato in modo da valutare l’impegno delle aziende verso la sostenibilità in base a precisi criteri. Le sezioni del questionario riguardano:
- “La tracciabilità”: informazioni riguardo ai propri prodotti (come per esempio l’area dove il tonno è stato pescato, l’attrezzo di pesca utilizzato, il nome del peschereccio, il porto di sbarco, etc.) e garantisce che la materia prima non provenga dalla pesca illegale;
- “La presenza di una politica scritta per l’approvvigionamento sostenibile (SSPP)”: politica d’acquisto con precisi criteri di sostenibilità ambientale e sociale, che garantiscano ai consumatori l’acquisto di tonno catturato senza causare danni all’ecosistema marino e ai Paesi costieri (si è, inoltre, considerato se tale politica è disponibile al pubblico, e se vi sono precisi processi decisionali per l’acquisto);
- “Criteri di sostenibilità ambientale per escludere il “peggio”: precise scelte per evitare che il tonno provenga da stock sovrasfruttati o che sia stato pescato usando metodi di pesca non selettivi, che causano un alto numero di catture accessorie e impatti negativi su popolazioni di animali marini (metodo di pesca e stock). Si è ,inoltre, valutato l’impegno contro la pesca illegale, eliminando pratiche che favoriscono la pesca pirata;
- “Criteri di sostenibilità sociale nella commercializzazione del tonno”. L’azienda utilizza in parte della propria produzione tonno pescato da flotte locali, o da flotte straniere che operano in maniera responsabile, o in parte lavorato nei paesi costieri delle aree di pesca;
- “La promozione di una pesca al tonno sostenibile e equa”. scelta dei fornitori e processi politici per migliorare la gestione della pesca e promuovere la creazione di riserve marine;
- “L’etichettatura”: precise informazioni sull’origine del prodotto (quali nome della specie, provenienza, metodo di pesca, etc.);
- “Il monitoraggio della propria politica”: procedure interne per assicurarsi che la sua politica sia pienamente implementata e sensibilizza i consumatori sul problema della sostenibilità della pesca.
Qui i segreti del tonno
Qui il rapporto "a scatola chiusa"
Qui il rapporto "tonno in trappola"

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