venerdì 30 gennaio 2009

Come piegare i prefold

Ecco un paio di video che spiegano come piegare i prefold.
Io ho provato i famosi gancetti un po' tardi, non sono mai riuscita a capire come piegare alternativamente i pannoli. Sarà perché con le piegature di questi video mi sono trovata tanto bene?

Tra l'altro Ricky ora non sta fermo un attimo e coi gancetti temo di fargli male e poi le piegature un po' più fantasiose mi sembra facciano delle pieghe tutt'altro che comode!

Piegatura tradizionale:


Piegaura per maschietti con rinforzo davanti:


Per feci liquide:


E un video home-made con i gancetti (ma piegatura tradizionale):

giovedì 29 gennaio 2009

Latte gratis? No, grazie


Ultimamente si è scatenata sul web la discussione sulla previsione nel "Decreto Anticrisi" di fornire il latte artificiale gratuitamente per i primi 3 mesi di vita del bambino.

Si trovano interessanti discussioni su mammablogger.net e su ecomamma.kataweb.it

IBFAN ITALIA (un gruppo dell' International Baby Food Action Network www.ibfan.org - associazione internazionale che si propone di contribuire a far migliorare in modo duraturo le pratiche alimentari per i neonati ed i bambini) ha organizzato una petizione per modificare l'art. 19 comma 18 del "Decreto Anticrisi" in via di approvazione al Senato.
Riporto in calce a questo post il testo della petizione.

Io l'ho sottoscritta e la sottoscriverei mille volte.

Per quanto possa in prima battuta sembrare una buona idea, un aiuto alle famiglie, di fatto, amio avviso, non lo è. E' un modo per incentivare il consumo di latte artificiale, perché alla fine è vero che se una cosa è gratis si tenderà a provarla, ma soprattutto perché la scarsa cultura del sostegno e della consulenza all'allattamento portano inevitabilmente al ricorso al LA.
Quindi la proposta di destinare i medesimi fondi, anziché a forniture gratuite (ricorso, solo per i primi 3 mesi, ma non è che dal 4° i bambini smetteno di mangiare!), alla formazione di operatori competenti (pediatri, infermieri e ostatriche in primis), gruppi di sostegno e altre attività che possano aiutare le mamme a superare i primi difficili momenti con il bambino e a trovare la propria via per un allattamento sereno.

Fornire latte artificiale gratuitamente non è una soluzione, ma un tappa buchi.
Come il vecchio adagio, "non regalare un pesce a chi ha fame, insegnagli a pescare".
Quindi non regalare il latte artificiale, ma aiuta tutte quelle mamme che potrebbero allattare senza problemi a farlo. Semplicemente.

Sembra una banalità, ma così non è.
Per questo ho lanciato il post "Allattamento: ospedali sì, ospedali no perché io ho vissuto sulla mia pelle il danno di un'assistenza superficiale e se non avessi avuto una pediatra davvero in gamba che alla prima visita, a una settimana di vita del bambino, non mi avesse detto "fammi vedere come allatti" e non mi avesse corretto, non avrei allattato fino ad ora, non avrei allattato mai. Con l'aggravio di costi che ne sarebbe conseguito, oltre al disagio e alla senszone di inadeguatezza che avrei provato.

Io sono convinta, e l'ho detto più volte, che la maggior parte delle mamme che non allattano siano vittime di un sistema che non le supporta.
Si dice che si DEVE allattare, si DICE e basta. Le persone competenti, pazienti e empatiche sono poche e se non si ha la fortuna che tutto vada bene dall'inizio, spesso e volentieri si finisce con il LA e molte voltesi poteva evitare!

Conosco tante mamme che prima di partorire si sono comprate il LA "perché non si sa mai" e che se il bimbo piange un po' di più provano a darglielo perché si sono sentite ripetere a go-go "ma hai abbastanza latte?" oppure "il tuo latte è ancora buono?" e allora vai di sensi di colpa e per non rischiare di affamare tuo figlio, un biberon glielo dai. Poi due, tre...allattamento misto smetti di allattare. Meno allatti, meno latte. Matematico.

Se il LA non lo tieni in casa, lo attacchi di più e nella maggioranza dei casi si trova l'equilibrio. Se lo tieni lo usi.

Io ho sentito addirittura un neo-papà sostenere che in ospadale hanno consigliato alla moglie di passare direttamente al LA perché "se poi il latte non arriva ..." quindi non ci hanno nemmeno provato. Su consiglio del pediatra.

E' questa cultura che dobbiamo combattere e allora sì che ci sarà non solo un risparmio, ma un guadagno per tutta la società. I bambini allattati al seno hanno difese immunitarie più forti e quindi costano meno alla sociatà. Il latte materno è gratis e non necessita di biberon, sterilizzatori, scaldabiberon e quant'altro. Io non ho nulla di tutto ciò. Grazie alla pediatra di Ricky. GRAZIE!

Quindi se lo Stato vuole aiutare le famiglie indigenti le supporti come si deve. Dia il LA gratis solo nei casi di stretta necessità e incentivi in modo REALE e CONCRETO l'allattamento al seno. Non come con me, dove in ospadale mi sono trovata sola e dove non hanno esitato a darmi il LA da una parte e la brochure della Regione Lombardia con i vantaggi dell'allattamento al seno dall'altro!

Sottolineo, per fugare ogni dubbio, che il mio intento non è demonizzare chi non allatta al seno o il LA, che in certi casi è una vera manna, ma condanno la superficialità con cui si trattano le mamme e la questione allattamento in generale.

Ora copio la lettera dell'IBFAN.
MI scuso se ho scritto un post un po' sconnesso, è tardi, ma volevo dire la mia su una questione che mi sta molto a cuore!

"Il recente “decreto anticrisi”, passato alla Camera ma non ancora confermato al Senato, prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l'acquisto del latte artificiale e dei pannolini nelle famiglie con bambini fino a tre mesi di età.

Già in passato erano state proposte iniziative di vario tipo per sostenere l'acquisto del latte artificiale e avevamo già sollevato le nostre perplessità, che ribadiamo con forza, sull'opportunità dell'iniziativa (si veda in allegato la lettera spedita in data 15/09/2006 all’allora Ministro della Sanità Girolamo Sirchia).

Riteniamo che la proposta attuale, anziché aiutare le famiglie disagiate le metta in maggiori difficoltà, e ne esponiamo le ragioni qui di seguito.

Sappiamo oramai, da anni di studi e ricerche, che i bambini alimentati con latte artificiale si ammalano più spesso e in maniera più grave rispetto a quelli allattati al seno. Questo si traduce in un aumento della spesa pubblica: aumento di visite pediatriche, di ricoveri in ospedale, di acquisto di medicinali. Significa anche maggiori spese per le famiglie: anche se l'assistenza sanitaria è gratuita, la maggior parte dei contratti lavorativi non prevede congedi pagati per i genitori che si assentano per la malattia dei figli.

Un figlio ammalato significa quindi uno stipendio più basso a fine mese.

Inoltre temiamo che, fornendo latte artificiale gratuitamente per i primi tre mesi, molte famiglie inizino ad utilizzarlo proprio per la sua gratuità, senza considerare che dal quarto mese in poi questo gravoso onere sarà interamente a carico della famiglia. A fronte di un risparmio di circa 250,00 euro nei primi tre mesi, grazie al decreto anticrisi, le famiglie dovranno infatti prevedere una spesa di altri 650,00 euro fino al compimento dei 12 mesi (1); questa spesa sarebbe evitata se il bambino fosse allattato al seno.

In una famiglia a basso reddito si corre il rischio concreto che, non riuscendo a far fronte alla spesa, si ricorra ad alimentare inadeguatamente il bambino, ad esempio aumentando la diluizione del latte artificiale o ricorrendo prematuramente al latte vaccino. Queste pratiche sono estremamente dannose per la salute.

Sappiamo anche che più del 95% delle donne può allattare, a patto che ci sia un adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari, della famiglia, della società.

Il latte materno è gratuito per sempre e assicura bambini più sani, nel breve e nel lungo periodo.

Questo sarebbe il vero risparmio, sia per le famiglie che per lo Stato.

Solo l'esigua percentuale di donne che per documentate ragioni mediche non possono allattare, in base alle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe aver accesso a forniture gratuite di latte artificiale. Cosa che del resto sta già accadendo su iniziativa regionale in Toscana e Piemonte, e forse in altre regioni.

Per tutti questi motivi, proponiamo che:

- in alternativa al sussidio per l’acquisto del latte artificiale, si assegnino gli stessi fondi per un sostegno competente, da parte di operatori sanitari formati o di gruppi di sostegno mamma a mamma (La Leche League e Il Melograno, solo a titolo di esempio), all’allattamento esclusivo nei primi sei mesi e continuato in seguito con adeguata alimentazione complementare. Un’estensione della licenza di maternità per le madri lavoratrici, e un aiuto economico per quelle che non possono godere di licenza di maternità, rappresenterebbero un importante complemento al sostegno di cui sopra.

Anche per quanto riguarda i pannolini, noi proponiamo un'alternativa che sia un aiuto duraturo alle famiglie meno abbienti. La spesa per pannolini nei primi tre mesi di vita si aggira sui 100,00 euro. Con la stessa cifra è possibile acquistare dei pannolini lavabili che quindi dureranno fino a quando il bambino ne avrà bisogno, e potranno essere usati in futuro anche per fratellini o comunque per altri bambini. Ciò sosterrebbe doppiamente le famiglie a basso reddito, evitando loro di dover acquistare pannolini usa e getta dopo i tre mesi coperti dal decreto anticrisi. Ed avrebbe anche un importante beneficio di tipo ecologico. Proprio per quest’ultima ragione, molti comuni italiani (Genova, Torino, molti piccoli comuni del Veneto e della Lombardia, Vico Equense, Camigliano, solo per citarne alcuni) hanno già adottato con successo questa iniziativa, con grande soddisfazione delle famiglie e con il risultato di una significativa riduzione dei rifiuti.

Data la scadenza ravvicinata per l'approvazione definitiva del decreto anticrisi, inviamo questa lettera senza l'adesione di altri individui e associazioni. Ma confidiamo che tutti coloro che hanno sottoscritto la lettera al Ministro Sirchia sottoscriveranno anche questa. Per ottenere l'adesione, da domani renderemo pubblica la lettera ed inizieremo a raccogliere le adesioni sul sito http://nolattegratis.altervista.org


Cordiali saluti


Adriano Cattaneo

Presidente di IBFAN Italia"



mercoledì 28 gennaio 2009

pannolinilavabili.info alla radio


Una pillola di ecosostenibilità nella trasmissione radiofonica" Che fine ha fatto Sedna", magazine settimanale di scienza di Radio Fragola in onda sulle frequenze 104.5 -104.8 di Trieste.

Riflettori puntati, anzi microfoni e computer accesi sull’attualità scientifica. Ogni settimana Sedna esplora con gli ospiti dei focus i nuovi orizzonti della ricerca e le sue implicazioni nella società. Con la rubrica 2 minuti d’autore, dedicata alla scienza da sfogliare, dà voce agli autori degli ultimi libri di divulgazione.

E con la nuova rubrica Pillole di sostenibilità suggerisce ecoazioni quotidiane per una vita dal ridotto impatto ambientale.

Nella trasmissione del 16 gennaio 2009 la pillola di sostenibilità è stata dedicata ai pannolini lavabili e a pannolinilavabili.info, se cliccate qui (sul mio nome) potete ascoltare questa brevissima intervista (quante cose si possono dire in 2 minuti!!!) in cui snocciolo a tempo di record tutte le infomazioni di base sui pannolini lavabili!

Questo invece il link al sito di Sissa Medialab: http://medialab.sissa.it/scienzaEsperienza/radioSE/2009/Uesp090116s003

Tra l'altro la sezione delle pillole di ecosostenibilità è nutrita e piena di spunti di riflessione importanti, andate a farci un giro!
Anche la sezione dei due minuti d'autore offre moltissimi titoli di letture interessanti, sono proprio contenta che pannolinilavabili.info mi abbia dato l'opportunità di fare questa esperienza e di conoscere una radio tanto utile!

lunedì 19 gennaio 2009

Bebè a costo zero


Da ibs.it:
"Caro bimbo, ma quanto mi costi?" Alzi la mano quel genitore che non si è posto -almeno una volta nella vita - questa fatidica domanda. Del resto è inutile negarlo: non è solo il latte in polvere a costare di più in Italia. Da noi tutta la spesa per il bambino è più cara che nel resto d'Europa: dagli omogeneizzati alle pappe, dai pannolini ai vestitini, dai giocattoli ai prodotti per l'igiene, dai farmaci alle visite dei pediatri. Un'anomalia alla quale non si sottrae nemmeno il periodo della gravidanza, tra esami diagnostici, articoli premaman e corredino per il neonato in arrivo. Il motivo? Non volendo far mancare nulla ai nostri amatissimi frugoletti, anche di fronte a prezzi spropositati o ad aumenti ingiustificati, finiamo per non rinunciare all'acquisto. Complice la pubblicità che in questo senso gioca un ruolo fondamentale. Eppure basterebbero un po' di attenzione e le giuste informazioni per operare - anche nel campo degli acquisti per i più piccini scelte consapevoli e all'insegna del risparmio.
Oggi vi segnalo questo libro. Non ancora avuto modo di leggerlo (non l'ho ancora comprato!) , ma mi ispira un sacco e le recensioni su ibs.it sono tutte entusiastiche!
Qualcuna l'ha letto e mi dà un parere?
Vi darò il mio al più presto!

Intanto mi piace l'idea che siano state raccolte tutte le piccole e grandi soluzioni quotidiane che ci consentono di stare più vicino e insieme ai nostri figli, invece di dar loro tutto ciò che vediamo in pubblicità.
Giorgia Cozza ha fatto del mio motto: "la pubblicità non è informazione" un libro, pare molto ben riuscito!

I dati personali delle mamme


Ho ricevuto la segnalazione che copio qui sotto da una mamma, ma avevo già sentito commenti simili anche da altre mamme. Il tema è la diffusione più o meno autorizzata dei dati personali delle mamme.

Le mamme si sa, portano con sè un grande mercato indotto per le aziende del settore e quindi i loro dati sono molto preziosi...
E' capitato, così mi sono sentita dire, di aver ricevuto o di ricevere periodicamente materiale pubblicitario, campioni gratuiti, proposte cartacee, via mail o telefoniche, di qualsivoglia prodotto per la gravidanza, la maternità e la puericultura.

A me personalmente non è capitato, tutto il materiale promozionale che ho ricevuto io proviene da circuiti da me autorizzati, anche se me ne sono pentita. I campioni omaggio, a meno che si sia realmente interessati a provare QUEL prodotto, sono anti economici e anti ecologici (anche se sono gratis..., ma per tutti i processi di produzione, trasporto e smaltimento).. ma tant'è, all'inizio della gravidanza mi ero fatta tentare da marketing aggressivo per le future mamme.

Ecco la mail di Chiara, che invece ha avuto una esperienza tutt'altro che piacevole e vuole condividerla. Fateci sapere se qualcuna ha avuto esperienze simili.

Se qualcuno volesse contattare Chiara mi scriva e io cercherò di mettervi in contatto.

"Ciao sono una mamma anch'io, leggo spesso il tuo blog e, vista la sensibilità a certi temi, ci terrei a rilanciare in homepage una cosa che mi ha toccato in prima persona.
In ospedale (io ho partorito al San Raffaele di Milano) mi è successo di compilare un coupon della casa editrice che pubblica la rivista "Io e il mio bambino" per ricevere al momento dei pacchi regalo (con dentro i soliti prodotti per l'infanzia utili per lavaggio-bagnetto, etc, etc...).
Ricordo perfettamente di aver messo solo il mio nome, cognome e indirizzo postale e di aver specificato di non voler ricevere alcun materiale pubblicitario. Richiesta che però non è stata rispettata.
Intanto ho continuato a ricevere la rivista.
Al compimento del quarto mese di mio figlio mi hanno spedito un altro pacco, contenente stavolta i campioni della Mellin di pappette e omogeneizzati.
E non solo. In questi mesi sono stata contattata anche da altre ditte che vendono prodotti per l'infanzia, tipo Pampers e simili, tutte aziende a cui io non ho mai rilasciato alcun dato. Ma non è tutto.
Sia quelli della rivista che poi le altre ditte mi hanno chiamato sul cellulare, numero che io ovviamente mi sono guardata bene dal rilasciare quando ho compilato il primo e unico coupon in ospedale.
Domanda: chi ha girato loro i miei dati? E come facevano a sapere cose del mio parto? Per esempio che mi figlio è nato un mese prima del previsto?
Ti sarei grata se rilanciassi il tema sul tuo blog, in modo da raccogliere commenti e altre storie di mamme che si siano trovate nella stesa situazione
Grazie anticipatamente della collaborazione
Un saluto
Chiara"

Il caso di Chiara pare non essere isolato e pare esserci proprio un'ampia diffusione tra alcune ditte di questi dati.
Tra l'altro, come si evince dalla mail, le ditte che bombardano con azioni di marketing, a volte non richieste, sono quelle di prodotti che non rientrano in uno stile di vita naturale del bambino (pannolini e salviettine usa e getta, omogeneizzati etc...). Non so quale sia il legame, ma mi è saltato all'occhio questo aspetto.

Prego quindi, se ci sono mamme che hanno vissuto esperienze simili di segnalarcel0, per modo di provare a farci un'idea della portata del fenomeno.

domenica 11 gennaio 2009

CCS - centro cooperazione sviluppo onlus

Oggi vorrei parlarvi della campagna ONLUS CCS, che nasce a Genova nel novembre 1988, come associazione di solidarietà internazionale senza scopo di lucro, laica, apartitica e aconfessionale, impegnata nei Paesi del Sud del mondo e in Italia con progetti dedicati principalmente al settore dell’istruzione, con lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei bambini nell'ambiente in cui vivono, attraverso iniziative concrete di sostegno al loro benessere, al loro sviluppo e alla loro educazione e istruzione, affinché abbiano la possibilità di diventare adulti pienamente consapevoli e responsabili, senza essere costretti a lasciare il proprio paese e le proprie radici.

Sul loro sito c'è una pagina con la descrizione dei progetti in corso e da finanziare e una con tutte le modalità con cui si possono sostenere queste iniziative.

Esistono mille associazioni che fanno un lavoro egregio e importantissimo, dove purtroppo mancano le istituzioni arrivano le ONLUS che si occupano di migliorare le condizioni di vita nella società.

Tra tante questa mi è sembrata degna di nota, sarà che riguarda i bambini e il loro futuro e io sono sensibile al tema, sarà che, pare banale da dire, ma migliorare le condizioni di vita nel proprio paese può risolvere contemporaneamente molti problemi (come p.e. l'immigrazione clandestina), oltre a non costringere le persone a lasciare terra e famiglia per cercare una fortuna neanche tanto probabile.

Per una vita a misura di uomo, per il diritto alla ricerca della felicità, oltre al diritto dei vivere e non sopravvivere!

Insomma, fateci un giro, dateci un'occhiata e magari sostenete qualche progetto, uno solo, perché i bambini possano vivere da bambini per essere adulti consapevoli, liberi e, magari, felici!

Io penso che sosterrò un bambino a distanza.

sabato 3 gennaio 2009

Giocattoli pericolosi



Natale è passato, ma non bisogna abbassare la guardia.
A dicembre è uscito un articolo di Altroconsumo (qui l'articolo completo) che rilancia l'allarme dei giocattoli pericolosi, ma in vendita in negozi, anche specializzati.
L'articolo ci dice che secondo le prove di laboratorio che sono state effettuate, pochi giocattoli hanno passato i test. Tre articoli sono già stati ritirati dal mercato dai relativi produttori, molti altri articoli sono stati denunciati.

Sono comunque ancora troppi i giocattoli pericolosi in vendita nei negozi, anche specializzati: sono diciannove gli articoli che non hanno passato le prove di laboratorio (visibili nella galleria fotografica di Altrocunsumo). I rischi sono sempre alti, troppo spesso è capitato che si siano staccati piccoli pezzi, che possono essere ingeriti o inalati, oppure che parti mobili del gioco possano intrappolare le dita. Upim, Giochi Preziosi e Disney Store hanno già ritirato i loro prodotti, gli altri sono stati denunciati da Altroconsumo.

Questa situazione rivela la mancanza di controlli da parte dello Stato. Gli unici controlli avvengono dopo un incidente o a seguito di una segnalazione di Altroconsumo o di un'associazione per la tutela dei diritti dei consumatori. I genitori spesso sono ignari e si fidano dei giocattoli comprati in negozio. Le statistiche ci dicono che gli incidenti sono in aumento e la colpa è anche dei produttori.

Imparare a scegliere il prodotto giusto è fondamentale: il video di Altroconsumo dà consigli utili su cme scegliere.

Precedente articolo di Altroconsumo.

venerdì 2 gennaio 2009

Allattare in pubblico


Quando si allatta al seno, specie i primi tempi, ci si sente, di solito, un po' in imbarazzo e si cerca di fare uscite fulminee per rientrare a casa in tempo per la poppata. Poi pian piano si prende confidenza e si cerca semplicemente di allattare con discrezione in luoghi un po' appartati. Ci sono centri commerciali o negozi che hanno un luogo dedicato (penso all'Ikea con la sua area relax o alla Prenatal), in modo che le mamme si possano sentire a proprio agio in questo gesto così naturale.

Capita comunque di essere oggetto di attenzioni non richieste, sia di chi guarda intenerito "ohhh che piccolo, guarda come mangia dalla mamma!" o da chi scuote il capo indignato. Insomma, già è una cosa delicata per la mamma, senza che anche i passanti debbano evidenziare la cosa aumentando il disagio.

Allattare è una cosa naturale, che fa parte della vita, se fatto con discrezione, dovrebbe andare bene ogni luogo e non ci dovrebbe essere nessuno a soffermarcisi, nè in negativo, nè in positivo...
Non mi domando se allattare in pubblico sia cosa lecita. Certo che lo è!
Ed evitare di colpevolizzare le madri che lo fanno è uno tra gli incentivi all'allattamento al seno che tanto servirebbero di questi tempi!

Ma ogni tanto capita, quindi noi mamme ci armiamo di magliette "truccate", foulard, asciugamani e quat'altro per essere sempre più discrete e non dover rinunciare allo shopping, alle gite, alle passeggiate. Ci vuol poco ad essere discrete, basta scegliere il luogo più appartato, magari dando le spalle al flusso di passanti, vestirsi in modo adeguato e svestirsi quanto basta.

In un commento di questo post del blog Yummy Mummy, una mamma consiglia il copriallattamento per allattare lontane da occhi indiscreti...ma mi sembra una cosa davvero triste e così si enfatizza l'inadeguatezza della mamma che allatta in pubblico. Indossare una cosa del genere, secondo me, è un po' un'ammissione di colpa: "mi vergogno, non dovrei, allora mi castigo con questo paravento portatile!".
Che ne dite? Solo a me fa impressione vedere le immagini di questo copriallattamento?

Capisco l'esigenza di non ostentare e di coprirsi, va bene essere discrete e usare le milk shirt o inventarsi le magliette col trucco (canotta comoda sotto e maglietta sopra e si ha lo stesso effetto delle milk shirt), presta ma addirittura bardarsi con una cosa del genere!

Piuttosto allora la fascia porta bebè (mammarsupio.com, mhug.it, labreabebes ...) si presta bene all'allattamento con discrezione!
Dove finisce l'orgoglio di madre? L'orgoglio di un momento speciale e naturale?

Mah! rimango perplessa!

Riassumo qui i rimedi per un allattamento discreto:
  • magliette tipo milk shirt e merrymama (ma ce ne sono anche altre!)
  • magliette col trucco (mettere sotto una canottiera comoda, sopra una maglietta e quando è il momento di allattare, si alza la maglietta e si abbassa la canottiera solo quanto basta per scoprire il seno, in questo modo si rimane il più possibile coperte!) --> questa tra l'altro è una soluzione ecologica ed economica in quanto si possono usare capi che già si possiedono!
  • un foulard o asciugamano o altro capo di abbigliamento che possa coprire quanto basta;
  • la fascia portabebè, altra soluzione ecologica ed economica in quanto la fascia porta bebè si può usare tantissimo per portare a spasso i bimbi e quindi si ottimizza l'acquisto!
  • scegliere comunque un luogo il più possibile appartato, rivolgendo le spalle ai passanti;
  • ricordare però di non scegliere luoghi troppo isolati o troppo poco frequentati, ci può sempre essere un "guardone molesto" in agguato (parola! una mia amica ha avuto l'infelice esperienza (senza conseguenze per fortuna!)!
Per concludere, trovo davvero sconcertante chi definisce "maleducata" una mamma che allatta in pubblico e chi addirittura invita le mamme che allattano a lasciare il proprio locale (bar o ristorante che sia), allattare in pubblico non fa male a nessuno e ci ricorda che nonstante tutto, siamo ancora una Comunità!

giovedì 1 gennaio 2009

L'amaca vivente


Ecco un nuovo gioco casalingo, adatto alle feste da fare con bimbi direi fino ai 2 anni.
Noi abbiamo provato ieri e ci siamo divertiti come pazzi!

Prendete una grande coperta, tenetela per i lati (ci vogliono due adulti!) e aspettate che il bimbo ci salga in mezzo e poi con delicatezza e cercando di indirizzare bene i movimenti TIRATELO SU!

Ne risulterà un'amaca vivente, che segue i movimenti del bambino (anche per non farlo cadere!!!) e molto divertente!

Il pericolo di caduta è minimo, basta tenerlo alzato poco da terra e seguire bene i movimenti, appena si ha la sensazione che la situazione possa "scappare di mano", con delicatezza si torna giù!

E da capo!

Divertimento assicurato!

Libreria Scaldapensieri


Oggi vorrei segnalarvi questa libreria, che si trova in via Don Bosco dav. n.39 a Milano.
E' una libreria specializzata per bambini, ma si trovano anche molti titoli di narrativa per adulti.
Il motivo per cui la segnalo è che organizzano tante iniziative gratuite per i bambini!Io sono iscritta alla loro newsletter e ricevo le loro novità, anche se Ricky è ancora piccolo e per un altro annetto li terrò d'occhio senza partecipare...

Per gennaio 2009 sono previsti questi eventi, gratuiti, ma con iscrizione obbligatoria (tutti i dettagli sul sito):

17 gen 2009 alle re 16:30 "LA VECCHIA NEL BOSCO " Laboratorio teatrale con Viviana Vitelli: un laboratorio teatrale alla scoperta del mondo delle fiabe raccontate dai fratelli Grimm.
Il laboratorio è rivolto a bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni.

24 gen 2009 alle ore 16:30 " LIBRO DEGLI ERRORI" di Gianni Rodari
Lettura spettacolo di Nicola Bontempi
Adatto a bambini a partire dai 4 anni

31 gen 2009 alle ore 10:30
"GATTONANDO SOTTOSOPRA" Animazione alla lettura con Barbara Archetti: un viaggio tra letture e giochi a testa in giù solo per i lettori più piccoli, tra i 2 e i 4 anni.

Per avvicinare i bambini al mondo della lettura, in compagnia e in modo divertente, per passare un pomeriggio diverso, portandosi a casa qualcosa.
Io ci porterò Ricky appena avrà l'età adatta!

Se volete, segnalatemi qui le librerie della vostra città dove ci sono analoghe iniziative, a beneficio di chi non abita a Milano!