giovedì 19 novembre 2009

Influenza A: un ricco affare


Da repubblica.it:
"L'INFLUENZA A mette a letto migliaia di persone (378mila casi e 4.545 vittime) ma fa scoppiare di salute i bilanci dei colossi del vaccino. La svizzera Novartis ha annunciato ieri che nel solo quarto trimestre le vendite del Focetria, uno dei tre farmaci anti-H1N1 approvati in Europa, aggiungeranno tra i 400 e i 700 milioni di dollari ai suoi ricavi.

Una pioggia d'oro destinata a gonfiare anche i conti del 2010, visto che la domanda di vaccini pandemici - come ha ammesso l'Organizzazione mondiale per la Sanità - è e rimarrà per un paio d'anni almeno doppia rispetto alla capacità produttiva dei big della farmaceutica.

I governi dei paesi più ricchi, non a caso, hanno messo le mani avanti da tempo, prenotando milioni di dosi (il costo è di circa 7,9 dollari l'una, lo stesso dell'anti-influenzale tradizionale) presso le aziende che stanno sviluppando i nuovi prodotti. L'inglese Glaxo ha venduto a 22 nazioni 440 milioni di confezioni del suo Pandemrix, con un incasso già arrivato a 3,5 miliardi di dollari, annunciando che sono in arrivo altri accordi da centinaia di milioni. Vendite da capogiro sono previste anche per il Celvapan della Baxter, per cui è arrivato il disco verde delle autorità nelle ultime settimane. La francese Sanofi ha in portafoglio ordini per 250 milioni dagli Stati Uniti ancora prima dell'ok al suo vaccino, cifra simile a quella che si è già messa in cassa l'australiana Csl. L'Oms stima che il giro d'affari complessivo per il vaccino contro l'H1N1 possa arrivare a quota 20 miliardi di dollari.

A dettare le condizioni sul mercato, del resto, sono oggi i produttori: le forniture, visto il boom di richieste, arrivano con il contagocce. Il centro per il controllo delle malattie americano attendeva per fine ottobre una prima tranche di 40milioni di dosi. Ma nella migliore delle previsioni - ha ammesso - ne arriveranno 30 milioni. In attesa del vaccino specifico, privati e ospedali hanno fatto razzia in farmacia di Tamiflu. Le vendite dell'anti-influenzale della Roche - che ha dimostrato una certa efficacia anche nel caso della suina - sono decuplicate nell'ultimo trimestre a 994 milioni di franchi. Mentre la produzione di mascherine anti-virus della 3M è completamente prenotata fino a metà 2010 e ha garantito al gruppo statunitense 80 milioni di ricavi.

La scarsa disponibilità di vaccini, com'è naturale in un mondo dove vige la legge del profitto, finirà inevitabilmente per penalizzare i paesi più poveri. Quelli, tra l'altro, dove l'H1N1 rischia di fare più vittime. L'Oms ha provato a fare un'operazione di moral suasion sui produttori e sulle nazioni più sviluppate per garantire scorte adeguate anche ai governi che non hanno i soldi per pagarle. Ma a oggi è riuscita a raccogliere solo una disponibilità limitata di dosi da Sanofi e Glaxo ("Noi non siamo un ente di beneficenza", ha risposto Daniel Vasella, numero uno di Novartis) e l'impegno di alcune grandi capitali per girare 300 milioni di farmaci nei prossimi anni a 90 nazioni in via di sviluppo.

L'ultima carta da giocare per le nazione "povere" è di rivolgersi alle uniche istituzione che in questi anni si sono mosse per supplire alla mancanza di una geopolitica delle nazioni in campo sanitario: le varie fondazioni filantropiche (da quella di Bill Gates a quella di Larry Allison, il numero uno di Oracle) che hanno investito milioni di dollari per programmi di vaccinazione nel cosiddetto Terzo mondo. Buoni propositi che aspettano ora di diventare gesti concreti."
Per riflettere sulla psicosi di una influenza annunciata prima dell'estate e per cui si è discusso anche troppo. Un'influenza che ha fatto meno vittime dell'influenza "tradizionale", meno vittime di malattie di cui non si parla per niente (parliamo di malaria in Africa, per esempio?), forse perché non interessano da un punto di vista economico...
Vedo e sento intorno a me la psicosi e la paura e mi fa rabbia che sia creata ad hoc dai media per garantire gli interessi di pochi.

Qualcuno ha fatto caso a quanto sono saliti i prezzi dei disinfettanti per le mani? Raddoppiati? E siamo sicuri che servano?
Io continuo a lavarmi le mani spesso, ma con il sapone. Ho avuto l'influenza, ma sono ancora qui a raccontarlo...
Insomma, non sono contro il vaccino, le categorie a rischio devono vaccinarsi ed è bene che ciascuno segua le indicazioni del proprio medico, titolo che io non ho e non mi permetto di giudicare la cosa da questo punto di vista.
E' il terrorismo psicologico di chi ci guadagna i miliardi che proprio non mi va giù...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

in accordo con il pediatra, ho deciso di non vaccinare le mie bimbe, anche per i motivi citati nell'articolo.Non l'ho mai fatto per le influenze stagionali, immaginiamoci per questa!risultato:hanno preso tutte e tre l'influenza, senza conseguenze e con una febbre normalmente gestibile attraverso l'assunzione di tachipirina.Senza allarmismi - falsi e ingiustificati - senza rischi - essendo un vaccino, praticamente, non sperimentato secondo i criteri deontologici - le piccole si sono immunizzate da sè, in modo naturale. E credo che sia ancora il sistema migliore!claudia

Anna ha detto...

Claudia, concordo con te. Avevo parlato con la pediatra dei vaccini al tempo di quelli obbligatori (che gli ho fatto fare) e anche lei mi aveva già detto l'anno scorso che per l'influenza non valeva la pena (per mio figlio, è ovvio, non vale mica per tutti) e anche in quest'occasione ha ribadito il concetto.

Bisognerebbe imparare 2 cose, secondo me:
1- che per curare l'influenza ci vogliono 5/7 giorni e si devono prendere tutti
2 - che se si stesse a casa quando si ha l'influenza forse ci sarebbe la metà dei contagi!!!