
Ultimamente si è scatenata sul web la discussione sulla previsione nel "Decreto Anticrisi" di fornire il latte artificiale gratuitamente per i primi 3 mesi di vita del bambino.
Si trovano interessanti discussioni su mammablogger.net e su ecomamma.kataweb.it
IBFAN ITALIA (un gruppo dell' International Baby Food Action Network www.ibfan.org - associazione internazionale che si propone di contribuire a far migliorare in modo duraturo le pratiche alimentari per i neonati ed i bambini) ha organizzato una petizione per modificare l'art. 19 comma 18 del "Decreto Anticrisi" in via di approvazione al Senato.
Riporto in calce a questo post il testo della petizione.
Io l'ho sottoscritta e la sottoscriverei mille volte.
Per quanto possa in prima battuta sembrare una buona idea, un aiuto alle famiglie, di fatto, amio avviso, non lo è. E' un modo per incentivare il consumo di latte artificiale, perché alla fine è vero che se una cosa è gratis si tenderà a provarla, ma soprattutto perché la scarsa cultura del sostegno e della consulenza all'allattamento portano inevitabilmente al ricorso al LA.
Quindi la proposta di destinare i medesimi fondi, anziché a forniture gratuite (ricorso, solo per i primi 3 mesi, ma non è che dal 4° i bambini smetteno di mangiare!), alla formazione di operatori competenti (pediatri, infermieri e ostatriche in primis), gruppi di sostegno e altre attività che possano aiutare le mamme a superare i primi difficili momenti con il bambino e a trovare la propria via per un allattamento sereno.
Fornire latte artificiale gratuitamente non è una soluzione, ma un tappa buchi.
Come il vecchio adagio, "non regalare un pesce a chi ha fame, insegnagli a pescare".
Quindi non regalare il latte artificiale, ma aiuta tutte quelle mamme che potrebbero allattare senza problemi a farlo. Semplicemente.
Sembra una banalità, ma così non è.
Per questo ho lanciato il post "Allattamento: ospedali sì, ospedali no perché io ho vissuto sulla mia pelle il danno di un'assistenza superficiale e se non avessi avuto una pediatra davvero in gamba che alla prima visita, a una settimana di vita del bambino, non mi avesse detto "fammi vedere come allatti" e non mi avesse corretto, non avrei allattato fino ad ora, non avrei allattato mai. Con l'aggravio di costi che ne sarebbe conseguito, oltre al disagio e alla senszone di inadeguatezza che avrei provato.
Io sono convinta, e l'ho detto più volte, che la maggior parte delle mamme che non allattano siano vittime di un sistema che non le supporta.
Si dice che si DEVE allattare, si DICE e basta. Le persone competenti, pazienti e empatiche sono poche e se non si ha la fortuna che tutto vada bene dall'inizio, spesso e volentieri si finisce con il LA e molte voltesi poteva evitare!
Conosco tante mamme che prima di partorire si sono comprate il LA "perché non si sa mai" e che se il bimbo piange un po' di più provano a darglielo perché si sono sentite ripetere a go-go "ma hai abbastanza latte?" oppure "il tuo latte è ancora buono?" e allora vai di sensi di colpa e per non rischiare di affamare tuo figlio, un biberon glielo dai. Poi due, tre...allattamento misto smetti di allattare. Meno allatti, meno latte. Matematico.
Se il LA non lo tieni in casa, lo attacchi di più e nella maggioranza dei casi si trova l'equilibrio. Se lo tieni lo usi.
Io ho sentito addirittura un neo-papà sostenere che in ospadale hanno consigliato alla moglie di passare direttamente al LA perché "se poi il latte non arriva ..." quindi non ci hanno nemmeno provato. Su consiglio del pediatra.
E' questa cultura che dobbiamo combattere e allora sì che ci sarà non solo un risparmio, ma un guadagno per tutta la società. I bambini allattati al seno hanno difese immunitarie più forti e quindi costano meno alla sociatà. Il latte materno è gratis e non necessita di biberon, sterilizzatori, scaldabiberon e quant'altro. Io non ho nulla di tutto ciò. Grazie alla pediatra di Ricky. GRAZIE!
Quindi se lo Stato vuole aiutare le famiglie indigenti le supporti come si deve. Dia il LA gratis solo nei casi di stretta necessità e incentivi in modo REALE e CONCRETO l'allattamento al seno. Non come con me, dove in ospadale mi sono trovata sola e dove non hanno esitato a darmi il LA da una parte e la brochure della Regione Lombardia con i vantaggi dell'allattamento al seno dall'altro!
Sottolineo, per fugare ogni dubbio, che il mio intento non è demonizzare chi non allatta al seno o il LA, che in certi casi è una vera manna, ma condanno la superficialità con cui si trattano le mamme e la questione allattamento in generale.
Ora copio la lettera dell'IBFAN.
MI scuso se ho scritto un post un po' sconnesso, è tardi, ma volevo dire la mia su una questione che mi sta molto a cuore!
Si trovano interessanti discussioni su mammablogger.net e su ecomamma.kataweb.it
IBFAN ITALIA (un gruppo dell' International Baby Food Action Network www.ibfan.org - associazione internazionale che si propone di contribuire a far migliorare in modo duraturo le pratiche alimentari per i neonati ed i bambini) ha organizzato una petizione per modificare l'art. 19 comma 18 del "Decreto Anticrisi" in via di approvazione al Senato.
Riporto in calce a questo post il testo della petizione.
Io l'ho sottoscritta e la sottoscriverei mille volte.
Per quanto possa in prima battuta sembrare una buona idea, un aiuto alle famiglie, di fatto, amio avviso, non lo è. E' un modo per incentivare il consumo di latte artificiale, perché alla fine è vero che se una cosa è gratis si tenderà a provarla, ma soprattutto perché la scarsa cultura del sostegno e della consulenza all'allattamento portano inevitabilmente al ricorso al LA.
Quindi la proposta di destinare i medesimi fondi, anziché a forniture gratuite (ricorso, solo per i primi 3 mesi, ma non è che dal 4° i bambini smetteno di mangiare!), alla formazione di operatori competenti (pediatri, infermieri e ostatriche in primis), gruppi di sostegno e altre attività che possano aiutare le mamme a superare i primi difficili momenti con il bambino e a trovare la propria via per un allattamento sereno.
Fornire latte artificiale gratuitamente non è una soluzione, ma un tappa buchi.
Come il vecchio adagio, "non regalare un pesce a chi ha fame, insegnagli a pescare".
Quindi non regalare il latte artificiale, ma aiuta tutte quelle mamme che potrebbero allattare senza problemi a farlo. Semplicemente.
Sembra una banalità, ma così non è.
Per questo ho lanciato il post "Allattamento: ospedali sì, ospedali no perché io ho vissuto sulla mia pelle il danno di un'assistenza superficiale e se non avessi avuto una pediatra davvero in gamba che alla prima visita, a una settimana di vita del bambino, non mi avesse detto "fammi vedere come allatti" e non mi avesse corretto, non avrei allattato fino ad ora, non avrei allattato mai. Con l'aggravio di costi che ne sarebbe conseguito, oltre al disagio e alla senszone di inadeguatezza che avrei provato.
Io sono convinta, e l'ho detto più volte, che la maggior parte delle mamme che non allattano siano vittime di un sistema che non le supporta.
Si dice che si DEVE allattare, si DICE e basta. Le persone competenti, pazienti e empatiche sono poche e se non si ha la fortuna che tutto vada bene dall'inizio, spesso e volentieri si finisce con il LA e molte voltesi poteva evitare!
Conosco tante mamme che prima di partorire si sono comprate il LA "perché non si sa mai" e che se il bimbo piange un po' di più provano a darglielo perché si sono sentite ripetere a go-go "ma hai abbastanza latte?" oppure "il tuo latte è ancora buono?" e allora vai di sensi di colpa e per non rischiare di affamare tuo figlio, un biberon glielo dai. Poi due, tre...allattamento misto smetti di allattare. Meno allatti, meno latte. Matematico.
Se il LA non lo tieni in casa, lo attacchi di più e nella maggioranza dei casi si trova l'equilibrio. Se lo tieni lo usi.
Io ho sentito addirittura un neo-papà sostenere che in ospadale hanno consigliato alla moglie di passare direttamente al LA perché "se poi il latte non arriva ..." quindi non ci hanno nemmeno provato. Su consiglio del pediatra.
E' questa cultura che dobbiamo combattere e allora sì che ci sarà non solo un risparmio, ma un guadagno per tutta la società. I bambini allattati al seno hanno difese immunitarie più forti e quindi costano meno alla sociatà. Il latte materno è gratis e non necessita di biberon, sterilizzatori, scaldabiberon e quant'altro. Io non ho nulla di tutto ciò. Grazie alla pediatra di Ricky. GRAZIE!
Quindi se lo Stato vuole aiutare le famiglie indigenti le supporti come si deve. Dia il LA gratis solo nei casi di stretta necessità e incentivi in modo REALE e CONCRETO l'allattamento al seno. Non come con me, dove in ospadale mi sono trovata sola e dove non hanno esitato a darmi il LA da una parte e la brochure della Regione Lombardia con i vantaggi dell'allattamento al seno dall'altro!
Sottolineo, per fugare ogni dubbio, che il mio intento non è demonizzare chi non allatta al seno o il LA, che in certi casi è una vera manna, ma condanno la superficialità con cui si trattano le mamme e la questione allattamento in generale.
Ora copio la lettera dell'IBFAN.
MI scuso se ho scritto un post un po' sconnesso, è tardi, ma volevo dire la mia su una questione che mi sta molto a cuore!
"Il recente “decreto anticrisi”, passato alla Camera ma non ancora confermato al Senato, prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l'acquisto del latte artificiale e dei pannolini nelle famiglie con bambini fino a tre mesi di età.
Già in passato erano state proposte iniziative di vario tipo per sostenere l'acquisto del latte artificiale e avevamo già sollevato le nostre perplessità, che ribadiamo con forza, sull'opportunità dell'iniziativa (si veda in allegato la lettera spedita in data 15/09/2006 all’allora Ministro della Sanità Girolamo Sirchia).
Riteniamo che la proposta attuale, anziché aiutare le famiglie disagiate le metta in maggiori difficoltà, e ne esponiamo le ragioni qui di seguito.
Sappiamo oramai, da anni di studi e ricerche, che i bambini alimentati con latte artificiale si ammalano più spesso e in maniera più grave rispetto a quelli allattati al seno. Questo si traduce in un aumento della spesa pubblica: aumento di visite pediatriche, di ricoveri in ospedale, di acquisto di medicinali. Significa anche maggiori spese per le famiglie: anche se l'assistenza sanitaria è gratuita, la maggior parte dei contratti lavorativi non prevede congedi pagati per i genitori che si assentano per la malattia dei figli.
Un figlio ammalato significa quindi uno stipendio più basso a fine mese.
Inoltre temiamo che, fornendo latte artificiale gratuitamente per i primi tre mesi, molte famiglie inizino ad utilizzarlo proprio per la sua gratuità, senza considerare che dal quarto mese in poi questo gravoso onere sarà interamente a carico della famiglia. A fronte di un risparmio di circa 250,00 euro nei primi tre mesi, grazie al decreto anticrisi, le famiglie dovranno infatti prevedere una spesa di altri 650,00 euro fino al compimento dei 12 mesi (1); questa spesa sarebbe evitata se il bambino fosse allattato al seno.
In una famiglia a basso reddito si corre il rischio concreto che, non riuscendo a far fronte alla spesa, si ricorra ad alimentare inadeguatamente il bambino, ad esempio aumentando la diluizione del latte artificiale o ricorrendo prematuramente al latte vaccino. Queste pratiche sono estremamente dannose per la salute.
Sappiamo anche che più del 95% delle donne può allattare, a patto che ci sia un adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari, della famiglia, della società.
Il latte materno è gratuito per sempre e assicura bambini più sani, nel breve e nel lungo periodo.
Questo sarebbe il vero risparmio, sia per le famiglie che per lo Stato.
Solo l'esigua percentuale di donne che per documentate ragioni mediche non possono allattare, in base alle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe aver accesso a forniture gratuite di latte artificiale. Cosa che del resto sta già accadendo su iniziativa regionale in Toscana e Piemonte, e forse in altre regioni.
Per tutti questi motivi, proponiamo che:
- in alternativa al sussidio per l’acquisto del latte artificiale, si assegnino gli stessi fondi per un sostegno competente, da parte di operatori sanitari formati o di gruppi di sostegno mamma a mamma (La Leche League e Il Melograno, solo a titolo di esempio), all’allattamento esclusivo nei primi sei mesi e continuato in seguito con adeguata alimentazione complementare. Un’estensione della licenza di maternità per le madri lavoratrici, e un aiuto economico per quelle che non possono godere di licenza di maternità, rappresenterebbero un importante complemento al sostegno di cui sopra.
Anche per quanto riguarda i pannolini, noi proponiamo un'alternativa che sia un aiuto duraturo alle famiglie meno abbienti. La spesa per pannolini nei primi tre mesi di vita si aggira sui 100,00 euro. Con la stessa cifra è possibile acquistare dei pannolini lavabili che quindi dureranno fino a quando il bambino ne avrà bisogno, e potranno essere usati in futuro anche per fratellini o comunque per altri bambini. Ciò sosterrebbe doppiamente le famiglie a basso reddito, evitando loro di dover acquistare pannolini usa e getta dopo i tre mesi coperti dal decreto anticrisi. Ed avrebbe anche un importante beneficio di tipo ecologico. Proprio per quest’ultima ragione, molti comuni italiani (Genova, Torino, molti piccoli comuni del Veneto e della Lombardia, Vico Equense, Camigliano, solo per citarne alcuni) hanno già adottato con successo questa iniziativa, con grande soddisfazione delle famiglie e con il risultato di una significativa riduzione dei rifiuti.
Data la scadenza ravvicinata per l'approvazione definitiva del decreto anticrisi, inviamo questa lettera senza l'adesione di altri individui e associazioni. Ma confidiamo che tutti coloro che hanno sottoscritto la lettera al Ministro Sirchia sottoscriveranno anche questa. Per ottenere l'adesione, da domani renderemo pubblica la lettera ed inizieremo a raccogliere le adesioni sul sito http://nolattegratis.altervista.org
Cordiali saluti
Adriano Cattaneo
Presidente di IBFAN Italia"
2 commenti:
Complimenti per il tuo blog!
Non ho avuto figli, ma voglio averne e crescerli nel miglior modo possibile: per la salute mia, loro e dell'ambiente. Il tuo sito potrà diventare, per me, un bel punto di riferimento.
Grazie.
Sara
Ciao Sara e grazie per i complimenti!
Stavo appunto pensando di fare un riassunto di tutti i vari consigli per i bebè! ;)
Ciao,
Anna
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