lunedì 19 gennaio 2009

I dati personali delle mamme


Ho ricevuto la segnalazione che copio qui sotto da una mamma, ma avevo già sentito commenti simili anche da altre mamme. Il tema è la diffusione più o meno autorizzata dei dati personali delle mamme.

Le mamme si sa, portano con sè un grande mercato indotto per le aziende del settore e quindi i loro dati sono molto preziosi...
E' capitato, così mi sono sentita dire, di aver ricevuto o di ricevere periodicamente materiale pubblicitario, campioni gratuiti, proposte cartacee, via mail o telefoniche, di qualsivoglia prodotto per la gravidanza, la maternità e la puericultura.

A me personalmente non è capitato, tutto il materiale promozionale che ho ricevuto io proviene da circuiti da me autorizzati, anche se me ne sono pentita. I campioni omaggio, a meno che si sia realmente interessati a provare QUEL prodotto, sono anti economici e anti ecologici (anche se sono gratis..., ma per tutti i processi di produzione, trasporto e smaltimento).. ma tant'è, all'inizio della gravidanza mi ero fatta tentare da marketing aggressivo per le future mamme.

Ecco la mail di Chiara, che invece ha avuto una esperienza tutt'altro che piacevole e vuole condividerla. Fateci sapere se qualcuna ha avuto esperienze simili.

Se qualcuno volesse contattare Chiara mi scriva e io cercherò di mettervi in contatto.

"Ciao sono una mamma anch'io, leggo spesso il tuo blog e, vista la sensibilità a certi temi, ci terrei a rilanciare in homepage una cosa che mi ha toccato in prima persona.
In ospedale (io ho partorito al San Raffaele di Milano) mi è successo di compilare un coupon della casa editrice che pubblica la rivista "Io e il mio bambino" per ricevere al momento dei pacchi regalo (con dentro i soliti prodotti per l'infanzia utili per lavaggio-bagnetto, etc, etc...).
Ricordo perfettamente di aver messo solo il mio nome, cognome e indirizzo postale e di aver specificato di non voler ricevere alcun materiale pubblicitario. Richiesta che però non è stata rispettata.
Intanto ho continuato a ricevere la rivista.
Al compimento del quarto mese di mio figlio mi hanno spedito un altro pacco, contenente stavolta i campioni della Mellin di pappette e omogeneizzati.
E non solo. In questi mesi sono stata contattata anche da altre ditte che vendono prodotti per l'infanzia, tipo Pampers e simili, tutte aziende a cui io non ho mai rilasciato alcun dato. Ma non è tutto.
Sia quelli della rivista che poi le altre ditte mi hanno chiamato sul cellulare, numero che io ovviamente mi sono guardata bene dal rilasciare quando ho compilato il primo e unico coupon in ospedale.
Domanda: chi ha girato loro i miei dati? E come facevano a sapere cose del mio parto? Per esempio che mi figlio è nato un mese prima del previsto?
Ti sarei grata se rilanciassi il tema sul tuo blog, in modo da raccogliere commenti e altre storie di mamme che si siano trovate nella stesa situazione
Grazie anticipatamente della collaborazione
Un saluto
Chiara"

Il caso di Chiara pare non essere isolato e pare esserci proprio un'ampia diffusione tra alcune ditte di questi dati.
Tra l'altro, come si evince dalla mail, le ditte che bombardano con azioni di marketing, a volte non richieste, sono quelle di prodotti che non rientrano in uno stile di vita naturale del bambino (pannolini e salviettine usa e getta, omogeneizzati etc...). Non so quale sia il legame, ma mi è saltato all'occhio questo aspetto.

Prego quindi, se ci sono mamme che hanno vissuto esperienze simili di segnalarcel0, per modo di provare a farci un'idea della portata del fenomeno.

6 commenti:

elena ha detto...

cara Ecomamma, ti segnalo che sul forum del sito bambinonaturale.it c'è una petizione da partre di un'assocazione di tutela dei consumatori bambini (babyconsumers) che si occupa proprio di segnalare l'abuso della schedatura dei neonati a scopo di invio materiale pubblicitario non richiesto. www.bambinonaturale.it
ciao, elena

Anna ha detto...

Grazie vado subito a vedere!

Intanto vi segnalo che sul sito del garante della privacy c'è il modello per rivolgersi al
responsabile del trattamento dei dati

http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Fac-simile+e+adempimenti%2FEsercizio+dei+diritti

(che deve essere indicato per legge) e chiedere dove hanno preso i dati e come li trattano, poi se si ritiene il caso si può richiedere la cancellazione.

Troppo spesso subiamo supinamente pensando che sia troppo complicato farci valere e che tanto "per un po' di pubblicità"...invece sarebbe ora di cominciare a segnalare e a esercitare i nostri diritti, prima di tutto con la richiesta direttamente ai responsabili per il trattamento dei dati!
E' un nostro diritto!

Inoltre ricordiamoci che quando diamo il consenso possiamo barrare positivamente anche solo la casella relativa al consenso per il trattamento dei dati finalizzato all'erogazione del sevizio, le altre caselle (specie quelle dove dicono chiedono l'autorizzazione a cedere i dati a terze aziende) possono tranquillamente essere barrate negativamente!

Extramamma ha detto...

Questo è il modo di fare marketing aggressivo di questa casa editrice, che perseguita le mamme, magari felici e un po' distratte dalle gioie del parto. E' un metodo a mio parere schifoso.
Ora però anche in giro sulla rete stanno formandosi molti social network delle mamme che richiedono tutti i dati, non mi stupirei se questi dati, fra un po' di mesi, fossero venduti ad addetti del direct marketing di grandi aziende. Quindi occhio!!!

Anna ha detto...

Extramamma, preziosissimo consiglio il tuo!
E' vero che prese dalle gioie del parto e un po' stordite dai primi momenti da mamme, tra ormoni impazziti e bimbi da accudire siamo prede facili, ma è giusto stare all'erta e non farsi fregare!

Specie da social network che spuntano come funghi e che, è vero, chiedono un sacco di dati!

E' bene ricordare che su Internet meno dati personali (nome e cognome, indirizzo e numeri di telefono) e meglio è!

Grazie del tuo intervento!

igea ha detto...

Io non ho ricevuto nessun assalto ma una mia amica ha sopportato questa esperienza che secondo me è molto grave e che racconta su questo forum...pare che sia partita da Prenatal (il testo appare sul sito ) ma ovviamente non si può fare nulla legalmente.
mamme state attente!


http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=9&t=31033&st=0&sk=t&sd=a&start=15

Anna ha detto...

Sì, purtroppo bisogna stare attente...c'è troppo mercato sulle mamme e la loro (nostra) vulnerabilità ci rende un bersaglio troppo comodo...