martedì 30 settembre 2008

per uno yogurt migliore


Come detto già qui, da un po' faccio lo yogurt in casa e mi viene buonissimo, so cosa mangio (e soprattutto cosa mangia Ricky) e la cosa mi dà soddisfazione!

Seguendo il consiglio di Maddalena, ho letto qui: http://www.cibo360.it/posta/posta150.htm
e affinato la tecnica, bollendo il latte lo yogurt viene decisamente più buono e cremoso (anche se un po' più macchinosa la preparazione, ma basta prenderci la mano!) e in più ultimamente invece di aggiungere la frutta grattugiata o frullata, frullo tutto insieme, inutile dire che viene tutto un altro prodotto!

Magari sembrerà banale come suggerimento, ma io ci ho messo un po' prima di arrivarci! ;-)

Libro "alternativo" per la nanna



Per la serie "un gioco ogni tanto" (ho dovuto per forza cambiare il nome della rubrica...), un suggerimento per una "lettura" alternativa per i nostri bimbi (specie per i piccolissimi, come Ricky che ha 9 mesi).

La sera, prima della nanna, provate a leggere una rivista specializzata per le mamme, salutando per la notte tutti i bimbi che trovate, vedrete che il vostro bambino sarà molto più attratto dalle foto dei bimbi sul giornale che dai disegni dei libri! E potrà divertirsi a confrontare le foto di bimbi di varie età, intenti in diverse attività!

Un'altra valida alternativa al classico libro è l'album delle proprie foto, magari non riconoscerà se stesso, ma riconoscendo i genitori e parenti e gli ambienti familiari, comincerà a confrontarsi con la propria immagine catturata in una foto e con il concetto stesso di fotografia!

Buona lettura!

tiramisù per bimbi



Una ricettina dolce per i nostri bimbi!
Le occasioni speciali vanno festeggiate come si deve, anche dai più piccoli e allora bisogna trovare qualcosa che possano mangiare serenamente, ma che accontenti anche il gusto!

E allora in giro sul web ho trovato questa ricettina, ma chiedo scusa, non ricordo il sito (un forum forse?):

Ingredienti:
  • biscotti tipo Plasmon (ottimi quelli dell'Esselunga)
  • succo di frutta 100%
  • yogurt bianco (meglio se fatto in casa ;-) )
il procedimento è come per il tiramisù tradizionale: inzuppare i biscotti nel succo, fare uno strato e ricoprire con lo yogurt. Ripetere per quanti strati si vuole.
Lasciare riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciato tutta la notte).

Quando ho provato io, l'ho fatto con il succo d'ananas ed è venuto buonissimo!
Ricky ha apprezzato e mi sa che se ne avessi fatto di più avremmo approfittato tutti!!!

Una variante, che proverò al più presto, si può fare usando l'orzo invece del succo (o invece del caffè in caso di tiramisù tradizionale e bimbi più grandi), l'unico dubbio che ho è che possa essere un po' amaro....ma troveremo una soluzione!

Cresce l’esercito delle madri in... verde


Ecco un altro articolo sulle ecomamme e su ecomamma.net!

Sul sito del Il c@ffé il pdf dell'articolo, di cui copio qui sotto uno stralcio:
Cresce l’esercito delle “eco-mamme”, di coloro che gettano un occhio ai figli ma pure all’ambiente. Mamme che stanno attente a quello che acquistano e punta­no decisamente sull’ecologi­co. Donne che leggono atten­tamente le etichette dei pro­dotti, escludono conservanti e additivi, scegliendo quelli bio­logici. E ancora, verificano la provenienza sia del cibo che dei vestiti. Per questo le chia­mano “eco-mamme”, in au­mento forse sull’esempio di una stella del cinema come Ju­lia Roberts, che per i suoi fi­gli utilizza soltanto pannolini lavabili.
Una tendenza che arriva dai Paesi nordici, e che ha sfondato anche in Ticino. “Non uso assolutamente pro­dotti in scatola, prediligo verdure fresche e biologi­che, anche per la pulizia della casa uso prodotti ecologici anche se costano di più”, dice Elisa­betta
Paparelli, di Lugano. Madre di Alice una ragazza di 13 anni “che non ha mai preso un antibiotico in vita sua”, precisa con orgoglio la mam­ma. “I prodotti alimentari per mio figlio devono essere senza coloranti, perlopiù direttamen­te dal mio giardino e li prepa­ro personalmente. Quando so­no lontana da casa sto attenta alle etichette, voglio solo quelli naturali”, aggiunge Ha­skia Landrini, di Grono, mam­ma di un bimbo di sette mesi. E spiega: “Uso pannolini più leggeri anche se costano di più”. Le fa eco, da Sant’Anto­nino, Valeria Vitta, due bimbi di 2 e 4 anni: “Cerco di com­perare abiti di cotone biologi­co per i miei figli, verifico la provenienza dei prodotti, la mia preferenza va ovviamente a quelli locali”. E aggiunge: “Sto molto attenta anche ai prodotti per la pulizia per la casa. Non transigo: devono es­sere completamente biodegra­dabili”.
Senza cadere negli eccessi di un ecologismo radicale, come quello della Roberts, l’attrice intendiamo, in molti cercano cibi sani per i propri figli. “Ma non è sempre fa­cile, perché i ra­gazzi vanno matti per Mc Donald”, am­mette Valeria. Ma comunque attente soprattut­to alla frutta e alla verdura, prodotti spesso “inondati” da pesticidi e altri prodotti chimici, tossici per l'am­biente e per i ra­gazzi.
Altre testimo­nianze di un mo­do di essere “eco-mamme” ci giungono da Anna Galiberti, di Pavia. Oltre a un bimbo, anche un sito web () in cui spiega le motivazioni della sua scelta: “La maternità ha ac­centuato la mia sensibilità ver­so il mondo che ci circonda e vorrei semplicemente condivi­dere le mie esperienze e maga­ri trovare nuovi spunti”. E al­lora eccolsa recensire libri co­me “L'alimentazione naturale del bambino”, di Tiziana Val­pianato che le serve per spie­gare perché pian piano sta cambiando il metodo di svez­zamento, “abbandonando la carne, diminuendo i latticini e prediligendo le farine, non quelle istantanee, che sono piene di aromi e altro, ma quelle naturali (tipo semolino e polenta) e i cerali (orzo per­lato e farro perlato)”.
Un sito, quello di Tiziana, do­ve si rincorrono consigli, sug­gerimenti, proposte da mam­ma a mamma. Come fare il pa­ne in casa, come farsi un de­tersivo ecologico, come ri­sparmiare con le lampadine, come suddividere i rifiuti, co­me eliminare non solo le botti­glie di plastica, ma anche l’ac­qua minerale dalla tavola. Par­lano di lozioni e deodoranti, usano quelli ecologici - Julia Roberts neanche quelli - , si suggeriscono cosmetici, possi­bilmente provenienti dal com­mercio equo e solidale. Di­scettano di Olio di Argan, Burro di karitè , di sali del mar Morto. Insomma tutto un mondo da scoprire.

C'è anche un box molto interessante sui cosmetici bio.

Le ecomamme prendono piede, il termine sembra cominciare ad essere abusato, meglio così, speriamo di diventare un esercito!

Dillo a tutti: ricicla i contenitori tetrapak


Con lo slogan “Dillo a tutti!” questa campagna informativa si estenderà dal 15 al 28 settembre 2008 in zone dove la raccolta differenziata dei cartoni è già attiva grazie agli accordi locali. L’obiettivo è dunque di rinnovare l’invito a fare la raccolta differenziata di queste confezioni, chiarendo ai cittadini come devono essere riciclate.
I contenitori Tetra Pak, che sono interamente riciclabili.
Le tre componenti, carta (75%), polietilene (20%) e alluminio (5%), sono separate nel processo di cartiera e interamente riciclate in nuova carta e in nuovo materiale plastico!

Da tiriciclo.it:

Basti pensare che i cittadini italiani producono circa 500 chili di rifiuti urbani annui, di cui 35 di vetro e solo 2 di cartoni per bevande.
Visto che 5 bottiglie di vetro pesano circa 2 chili, per arrivare allo stesso peso sarebbero necessari 74 cartoni per bevande:
a parità di peso, la raccolta differenziata dei cartoni per bevande necessita di più contenitori e di maggior tempo per riempirli.

Nel 2001 Tetra Pak inizia uno studio di fattibilità per la raccolta differenziata dei cartoni per bevande e, nello stesso anno, il Consiglio di Amministrazione Comieco si esprime a favore della raccolta differenziata dei cartoni per bevande.

Successivamente, con il Protocollo di Intesa del giugno del 2003, Tetra Pak e Comieco si accordano sulla raccolta differenziata dei cartoni per bevande e sulla sua comunicazione a livello nazionale.

Controllate se il vostro comune si è già attrezzato (il mio no...), guardate qui.

Mentre qui, la spiegazione dei metodi di riciclo!



martedì 9 settembre 2008

Prima esperienza con la Mooncup


Finalmente è tornato il ciclo ("finalmente" si fa per dire...), così ho potuto finalmente sperimentare la Mooncup e ora ne posso parlare per esperienza diretta!

Il primo ciclo non è stato granché abbondante, quindi probabilmente potrò averne un'idea più precisa alla prossima occasione, ma devo subito ammettere che è comodissima, come non averla!
A parte il primo giorno che mi ha dato un po' noia, ma probabilmente perché non l'avevo posizionata bene, i successivi (comprese le notti), è stato davvero come non averla, tanto che tendevo a dimenticarmene!
Mi sento di dare un paio di consigli a chi comincia:
  • prima di tutto, fate delle prove quando non avete il ciclo, specie per la lunghezza del gambo. Io l'ho dovuto accorciare un po' e non è stato il massimo toglierla e metterla mentre avevo il ciclo!!!
  • poi ricordate che per toglierla ci vuole un po' di pratica, niente panico se la sentite "in fondo", basta spingere coi muscoli pelvici e si "avvicina" così la si può togliere con agio.
  • se siete fuori casa e temete di non avere un bagno con il lavandino a disposizione, portatevi una bottiglietta d'acqua per sciacquarla, poi alla prima occasione lavatela bene!
Per ora è tutto, ma vi farò sapere gli sviluppi!
Devo dire che sono stra-entusiasta e che la stra-consiglio!!!
Qui alcuni racconti di esperienze dirette!

martedì 2 settembre 2008

Perché ho detto "NO" agli omogeneizzati...



Da sempre, quando pensavo allo svezzamento - e più in generale all'alimentazione - di un eventuale figlio ho sempre dichiarato con convinzione che non gli avrei dato omogeneizzati confezionati, questo non perché gli omogeneizzati siano *radioattivi* o altro, anzi, non ho nulla, di fatto, contro gli omogeneizzati. Solo ho scelto una via più naturale per lo svezzamento di Ricky, per le seguenti ragioni, tutte (o quasi) scaturite da personalissime riflessioni:

  • prima di tutto per essere un alimento (verdura, pesce, formaggio, frutta...) in vasetto, necessariamente conterranno quanto meno dei conservanti (se non anche aromi e coloranti), non contenuti nei prodotti freschi. Ho preferito che mio figlio non si mangiasse i conservanti con la pappa.
  • inoltre il fatto che siano confezionati vuol dire che durano qualche anno...se penso che il prodotto scade tra 2 anni mi sembra fresco, ma se penso che è stato confezionato 2 anni fa fa tutto un altro effetto...
  • il processo di omogeneizzazione, peraltro, fa perdere agli alimenti la maggior parte dei principi nutritivi.
  • barattoli e barattolini producono rifiuti, inquinano con il trasporto e costano molto molto molto molto più dei prodotti freschi!
Da ultimo c'è da dire che svezzando il bambino dopo i 6 mesi (come raccomandato dall'OMS) non c'è bisogno di dare il cibo omogeneizzato, ma il bambino è pronto a digerire il cibo vero!

Questi sono motivi che mi hanno portato a scegliere un'alimentazione naturale, evitando quindi i prodotti tipici confezionati appositamente per i neonati. Ricky apprezza e cresce benissimo!