martedì 30 settembre 2008

Cresce l’esercito delle madri in... verde


Ecco un altro articolo sulle ecomamme e su ecomamma.net!

Sul sito del Il c@ffé il pdf dell'articolo, di cui copio qui sotto uno stralcio:
Cresce l’esercito delle “eco-mamme”, di coloro che gettano un occhio ai figli ma pure all’ambiente. Mamme che stanno attente a quello che acquistano e punta­no decisamente sull’ecologi­co. Donne che leggono atten­tamente le etichette dei pro­dotti, escludono conservanti e additivi, scegliendo quelli bio­logici. E ancora, verificano la provenienza sia del cibo che dei vestiti. Per questo le chia­mano “eco-mamme”, in au­mento forse sull’esempio di una stella del cinema come Ju­lia Roberts, che per i suoi fi­gli utilizza soltanto pannolini lavabili.
Una tendenza che arriva dai Paesi nordici, e che ha sfondato anche in Ticino. “Non uso assolutamente pro­dotti in scatola, prediligo verdure fresche e biologi­che, anche per la pulizia della casa uso prodotti ecologici anche se costano di più”, dice Elisa­betta
Paparelli, di Lugano. Madre di Alice una ragazza di 13 anni “che non ha mai preso un antibiotico in vita sua”, precisa con orgoglio la mam­ma. “I prodotti alimentari per mio figlio devono essere senza coloranti, perlopiù direttamen­te dal mio giardino e li prepa­ro personalmente. Quando so­no lontana da casa sto attenta alle etichette, voglio solo quelli naturali”, aggiunge Ha­skia Landrini, di Grono, mam­ma di un bimbo di sette mesi. E spiega: “Uso pannolini più leggeri anche se costano di più”. Le fa eco, da Sant’Anto­nino, Valeria Vitta, due bimbi di 2 e 4 anni: “Cerco di com­perare abiti di cotone biologi­co per i miei figli, verifico la provenienza dei prodotti, la mia preferenza va ovviamente a quelli locali”. E aggiunge: “Sto molto attenta anche ai prodotti per la pulizia per la casa. Non transigo: devono es­sere completamente biodegra­dabili”.
Senza cadere negli eccessi di un ecologismo radicale, come quello della Roberts, l’attrice intendiamo, in molti cercano cibi sani per i propri figli. “Ma non è sempre fa­cile, perché i ra­gazzi vanno matti per Mc Donald”, am­mette Valeria. Ma comunque attente soprattut­to alla frutta e alla verdura, prodotti spesso “inondati” da pesticidi e altri prodotti chimici, tossici per l'am­biente e per i ra­gazzi.
Altre testimo­nianze di un mo­do di essere “eco-mamme” ci giungono da Anna Galiberti, di Pavia. Oltre a un bimbo, anche un sito web () in cui spiega le motivazioni della sua scelta: “La maternità ha ac­centuato la mia sensibilità ver­so il mondo che ci circonda e vorrei semplicemente condivi­dere le mie esperienze e maga­ri trovare nuovi spunti”. E al­lora eccolsa recensire libri co­me “L'alimentazione naturale del bambino”, di Tiziana Val­pianato che le serve per spie­gare perché pian piano sta cambiando il metodo di svez­zamento, “abbandonando la carne, diminuendo i latticini e prediligendo le farine, non quelle istantanee, che sono piene di aromi e altro, ma quelle naturali (tipo semolino e polenta) e i cerali (orzo per­lato e farro perlato)”.
Un sito, quello di Tiziana, do­ve si rincorrono consigli, sug­gerimenti, proposte da mam­ma a mamma. Come fare il pa­ne in casa, come farsi un de­tersivo ecologico, come ri­sparmiare con le lampadine, come suddividere i rifiuti, co­me eliminare non solo le botti­glie di plastica, ma anche l’ac­qua minerale dalla tavola. Par­lano di lozioni e deodoranti, usano quelli ecologici - Julia Roberts neanche quelli - , si suggeriscono cosmetici, possi­bilmente provenienti dal com­mercio equo e solidale. Di­scettano di Olio di Argan, Burro di karitè , di sali del mar Morto. Insomma tutto un mondo da scoprire.

C'è anche un box molto interessante sui cosmetici bio.

Le ecomamme prendono piede, il termine sembra cominciare ad essere abusato, meglio così, speriamo di diventare un esercito!

2 commenti:

Laura . Napoli ha detto...

ciao! mi ha scritto sul blog una quasi mamma che da due anni vive in barca e sta per avere una bimba, a fine novembre; tra un po' i suoi vanno a trovarla (ora è in Polinesia) e lei, che come capirete è amante della natura (a dir poco!), non vorrebbe inquinare il suo mare con i pannolini usa e getta, perciò mi crive un appello che vi invito a leggere qui:
http://laurapoli.wordpress.com/2008/06/14/i-pannolini-lavabili/#comment-61
In pratica chiede se qualcuno può mandarle, attraverso i suoi genitori (sono di Roma) dei pannolini lavabili (il regalo e lo scambio sono alla base dello stile di vita di chi vive in barca).
All'inizio pensavao ad uno scherzo, poi ho visto il suo blog ( http://www.ravanello.org/ ) e devo dire un po' mi sono chiesta "che ci faccio ancora qui?" e "che razza di stile di vita è il mio? io sono 'eco' davvero poco!!"... vabbé a parte ciò...
fatele sapere, sul suo blog o sul mio se qualcuna è disposta a darle i suoi che non usa più
ciao
Laura

Anna ha detto...

Ciao Laura, ho visto e ho visto anche vi state organizzando per la spedizione!
Mi sa che darò un piccolo contributo anch'io!

Ciao,
Anna