
Ecco un altro articolo sulle ecomamme e su ecomamma.net!
Sul sito del Il c@ffé il pdf dell'articolo, di cui copio qui sotto uno stralcio:
Cresce l’esercito delle “eco-mamme”, di coloro che gettano un occhio ai figli ma pure all’ambiente. Mamme che stanno attente a quello che acquistano e puntano decisamente sull’ecologico. Donne che leggono attentamente le etichette dei prodotti, escludono conservanti e additivi, scegliendo quelli biologici. E ancora, verificano la provenienza sia del cibo che dei vestiti. Per questo le chiamano “eco-mamme”, in aumento forse sull’esempio di una stella del cinema come Julia Roberts, che per i suoi figli utilizza soltanto pannolini lavabili.
Una tendenza che arriva dai Paesi nordici, e che ha sfondato anche in Ticino. “Non uso assolutamente prodotti in scatola, prediligo verdure fresche e biologiche, anche per la pulizia della casa uso prodotti ecologici anche se costano di più”, dice Elisabetta Paparelli, di Lugano. Madre di Alice una ragazza di 13 anni “che non ha mai preso un antibiotico in vita sua”, precisa con orgoglio la mamma. “I prodotti alimentari per mio figlio devono essere senza coloranti, perlopiù direttamente dal mio giardino e li preparo personalmente. Quando sono lontana da casa sto attenta alle etichette, voglio solo quelli naturali”, aggiunge Haskia Landrini, di Grono, mamma di un bimbo di sette mesi. E spiega: “Uso pannolini più leggeri anche se costano di più”. Le fa eco, da Sant’Antonino, Valeria Vitta, due bimbi di 2 e 4 anni: “Cerco di comperare abiti di cotone biologico per i miei figli, verifico la provenienza dei prodotti, la mia preferenza va ovviamente a quelli locali”. E aggiunge: “Sto molto attenta anche ai prodotti per la pulizia per la casa. Non transigo: devono essere completamente biodegradabili”.
Senza cadere negli eccessi di un ecologismo radicale, come quello della Roberts, l’attrice intendiamo, in molti cercano cibi sani per i propri figli. “Ma non è sempre facile, perché i ragazzi vanno matti per Mc Donald”, ammette Valeria. Ma comunque attente soprattutto alla frutta e alla verdura, prodotti spesso “inondati” da pesticidi e altri prodotti chimici, tossici per l'ambiente e per i ragazzi.
Altre testimonianze di un modo di essere “eco-mamme” ci giungono da Anna Galiberti, di Pavia. Oltre a un bimbo, anche un sito web (www.ecomamma.net) in cui spiega le motivazioni della sua scelta: “La maternità ha accentuato la mia sensibilità verso il mondo che ci circonda e vorrei semplicemente condividere le mie esperienze e magari trovare nuovi spunti”. E allora eccolsa recensire libri come “L'alimentazione naturale del bambino”, di Tiziana Valpianato che le serve per spiegare perché pian piano sta cambiando il metodo di svezzamento, “abbandonando la carne, diminuendo i latticini e prediligendo le farine, non quelle istantanee, che sono piene di aromi e altro, ma quelle naturali (tipo semolino e polenta) e i cerali (orzo perlato e farro perlato)”.
Un sito, quello di Tiziana, dove si rincorrono consigli, suggerimenti, proposte da mamma a mamma. Come fare il pane in casa, come farsi un detersivo ecologico, come risparmiare con le lampadine, come suddividere i rifiuti, come eliminare non solo le bottiglie di plastica, ma anche l’acqua minerale dalla tavola. Parlano di lozioni e deodoranti, usano quelli ecologici - Julia Roberts neanche quelli - , si suggeriscono cosmetici, possibilmente provenienti dal commercio equo e solidale. Discettano di Olio di Argan, Burro di karitè , di sali del mar Morto. Insomma tutto un mondo da scoprire.
Le ecomamme prendono piede, il termine sembra cominciare ad essere abusato, meglio così, speriamo di diventare un esercito!




2 commenti:
ciao! mi ha scritto sul blog una quasi mamma che da due anni vive in barca e sta per avere una bimba, a fine novembre; tra un po' i suoi vanno a trovarla (ora è in Polinesia) e lei, che come capirete è amante della natura (a dir poco!), non vorrebbe inquinare il suo mare con i pannolini usa e getta, perciò mi crive un appello che vi invito a leggere qui:
http://laurapoli.wordpress.com/2008/06/14/i-pannolini-lavabili/#comment-61
In pratica chiede se qualcuno può mandarle, attraverso i suoi genitori (sono di Roma) dei pannolini lavabili (il regalo e lo scambio sono alla base dello stile di vita di chi vive in barca).
All'inizio pensavao ad uno scherzo, poi ho visto il suo blog ( http://www.ravanello.org/ ) e devo dire un po' mi sono chiesta "che ci faccio ancora qui?" e "che razza di stile di vita è il mio? io sono 'eco' davvero poco!!"... vabbé a parte ciò...
fatele sapere, sul suo blog o sul mio se qualcuna è disposta a darle i suoi che non usa più
ciao
Laura
Ciao Laura, ho visto e ho visto anche vi state organizzando per la spedizione!
Mi sa che darò un piccolo contributo anch'io!
Ciao,
Anna
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