Ecco un post un po' fuori tema, ma oggi ho vissuto un'esperienza che mi ha toccato profondamente e che mi ha lasciato un po' frastornata. E io l'ho vissuta in modo decisamente
indiretto...

Tornando in macchina verso casa, vedo in una strada di campagna vicino a una rotonda (sempre di campagna, dove non c'è niente intorno, ma il paese è a un tiro di schioppo), vedo una coppia di adolescenti/giovani che litigano, o forse lui la sta picchiando..."non ho visto bene, torna indietro" dico a mio marito. Lui rifà la rotonda, si avvicina e suona il clacson, il ragazzo lascia la ragazza (la teneva per le mani), lei piange a dirotto, ha tutto il viso rosso, appena lui la lascia prende la borsa da terra e si incammina verso il paese. Lui si gira verso di noi, fa segno che è tutto a posto, prende la bici e la segue.
Il paese è lì. Ma io non sono tranquilla, rifacciamo la rotonda e prendiamo la stradina parallela. Lei gli urla che è finita, ma lui non molla, le sta appiccicato e guarda noi, fa di nuovo segno che è tutto ok. Mio marito allora gli dice di toglierle le mani di dosso, lui risponde: "E' la mia ragazza, faccio quello che voglio!".
Rimaniamo lì finché entrano in paese e ce ne andiamo.
Ma io non sono tranquilla, magari era solo una lite un po' vivace tra innamorati, ma non credo. Lei appena lui si distraeva ne approfittava per allungare il passo, era rossa, sconvolta e zoppicava.
E forse avremmo dovuto accompagnarla a casa, forse avremmo dovuto sincerarsi che fosse tutto a posto, forse però non sono affari nostri...
Non so, questa frase mi risuona in testa e m i dà i brividi "E' la
MIA ragazza, faccio quello che
voglio!"...
Da mamma, da donna, mi preoccupo, mi spavento, vorrei fare qualcosa, vorrei fare di più.
Quindi condivido le emozioni che provo: la paura per questa ragazza, la preoccupazione che sia tornata sana e salva a casa e che abbia il coraggio di parlare dell'accaduto coi genitori, che la tengano al sicuro da questo ragazzo che ne rivendica la
proprietà, neanche fosse una
cosa...che abbia ragione mio marito e che siamo arrivati in tempo per evitare il peggio e che non sia solo rimandato...
E, mi raccomando a voi, ragazze, non allontanatevi per stradine poco frequentate col ragazzo che volete lasciare e che non accetta di perdervi.
Ho sempre creduto che ci sia qualcosa da cambiare nella società moderna, che la donna non sia ancora trattata alla pari, che ci siano ancora troppe differenze e troppi ostacoli...ma sentire definire una donna come una proprietà con le mie orecchie è stato sconvolgente.

Un ragazzo che ad un adulto che ti segue perché crede tu stia facendo del male a una ragazza risponde così, cosa dimostra? Oltre alla strafottenza, che chissenefrega, dimostra che ci crede davvero.
Lui ci crede davvero che lei è sua.
Spero che le cose non stiano così e che fosse solo un litigio un po' vivace, ma non ci credo neanche un po'. E ora vorrei tanto uscire e andare a cercare questa ragazza, come fosse mia figlia...